Mudrā è un termine sanscrito che significa letteralmente “gesto” o “segno”. Nello yoga, le mudra sono gesti simbolici spesso praticati con le mani e le dita che facilitano il flusso di energia attraverso il corpo, aiutando e favorendo così le nostre pratiche meditative.
La pratica delle mudra ha origine in India più di 5000 anni fa: ne troviamo traccia nell’antico sciamanesimo e nella cultura vedica, che contemplava l’utilizzo dei gesti delle mani accompagnati dai mantra durante le cerimonie sacre. Tramite questi rituali, i bramini invocavano l’energia della Terra e del Cielo, che veniva poi canalizzata per ottenere determinati benefici, sia materiali che spirituali.
La corretta posizione delle mani è estremamente importante nella meditazione: Ogni mudra stimola parti diverse del nostro cervello e ci aiuta ad incanalare l’energia verso una determinata zona del nostro corpo.
Ogni dito rappresenta perciò un punto di connessione con un elemento e l’energia ad esso collegata. Posizionando le dita in un certo modo siamo in grado di controllare la quantità di energia che scorre dentro di noi, e di conseguenza attingiamo le qualità associate all’elemento che stiamo invocando.
La durata? Di solito si consiglia 15 min al giorno.
Ogni dito è collegato ad un elemento specifico:
- Pollice:sole, energia, fuoco.
- Indice:aria, energia in movimento.
- Medio:spazio, espansione, apertura.
- Anulare:terra, solidità, radicamento.
- Mignolo:acqua, liquidi, mobilità.
Ci sono tantissimi piani energetici associati ad ogni sito della mano. Vi mostro i principali: