Cosa significa? Ayama vuol dire controllo, prolungamento. Prana è l’energia vitale. Quindi letteralmente significa: “gestire l’energia vitale tramite il respiro”.
Ma a che cosa serve?
Eseguire esercizi di Pranayama, ci aiuta a scaldare il copo ed avere più energia. A livello della pancia (tra l’ombelico ed il diaframma toracico), si i trova Manipura, il chakra del fuoco. Questa tecnica di respiro meditativo, permette di toccare proprio quella parte del plesso solare. Con la respirazione toracica portiamo l’energia in quel punto, sollecitando e facendo rinvigorire il nostro fuoco interiore. Un modo per farlo in maniera efficiente, è spostare la nostra consapevolezza proprio in quel punto.
I vari testi yogici, sottolineano che prima di imparare a calmare i pensieri, bisogna placare ed armonizzare il proprio respiro ed il corpo. Solo così si potrà praticare un’osservazione realistica del pensiero. La coscienza distaccata ed il respiro consapevole, rafforzano la concentrazione.
Come mai?
Perchè la mente non è qualcosa separata dal nostro corpo. Mente e corpo fanno parte di una stretta struttura chiamata Psicosomatica.
La respirazione è una parte fondamentale della pratica dello yoga. Durente le varie posizioni di asana, è importante respirare con controllo, senza andare in apnea, soprattutto con esercizi veloci o che richiedono maggiore forza muscolare. Spesso, in condizioni di stress fisico, tendiamo a trattenere il respiro per recuperare più ossigeno possibile.
Respirare è importante perchè la mente rimane focalizzata nella posizione.
Il calore corporeo non è l’unico fattore in aumento, anche l’energia dentro di noi si incrementa e si espande, e ci sentiamo pieni di forza e più attivi che mai.
Ok, ma come posso fare? Ti starai chiedendo.
Te lo spiego subito.
Chiudi gli occhi e cerca di respirare usando l’addome. Quello che facciamo spesso, è respirare con la parte più alta, quindi solamente con una parte dei nostri polmoni. In questo modo però abbiamo una respirazione breve ed andiamo quasi subito in carenza di ossigeno. Questo tipo di respirazione ci porta facilmente sotto stress.
Ma come faccio ad usare tutti i polmoni e a respirare con l’addome?
Se segui le mie dirette instagram o i miei corsi, spesso insegno come posizionare le mani sul proprio corpo (nel blog c’è anche una sezione a parte sullo yoga delle mani) e su cosa concentrare il pensiero. Ma tranquillo, ti spiegherò passo per passo come fare:
Per prima cosa siediti in una posizione comoda.
Posiziona la mano destra sulla tua pancia e rilassati.
Inspirando sentirai l’addome che si allarga.
Ora porta l’attenzione a livello della pancia.
Come ti ho accennato prima, qui si trova Manipura, il chakra del fuoco. Espirando l’aria dal basso arriva in questo punto, come se le due respirazioni si incontrassero proprio lì, per donarti energia, per poter risvegliare questo centro energetico.
Nel respiro, corpo e mente sono collegati ed interagiscono tra loro. Se uno dei due presenta una tensione, anche il secondo in autimatico viene influenzato. L’uno è causa ed effetto dell’altro, ogni processo ha una relazione che ne condiziona il funzionamento. Un pò come se fossero un polo positivo ed uno negativo di una stessa batteria.
Nei testi yogici, troverai spesso al parola vipassana, che significa consapevolezza del respiro.
Adesso sdraiati.
La schiena è ben appoggiata a terra, I piedi piegati a terra. Porta la mano destra sull’addome. Inpirando l’ombelico si solleva verso l’alto ed espirando l’addome scende. Inpira ed espira sempre con il naso. In questo modo sentirai che il diaframma si abbassa.
Ripetilo.
Ripetilo fino a quando non troverai il coordinamneto tra il ritmo ed il respiro. Una volta trovato il ritmo, posiziona l’altra mano sul petto. Adesso inspirando, non si solleva solo l’addome, ma anche il petto. In questo modo andiamo ad esaurire tutta la riserva inspiratoria dai polmoni ed inseriamo aria pulita ed ossigeno.
Non sforzarti negli esercizi. Cerca di seguire il flusso come se fosse un’onda. Gonfiare l’addome deve essere un sollevamento, non uno sforzo. Vedrai che con la pratica piano piano riuscirai a respirare in maniera corretta.
Siediti.
Cerca di usare questo tipo di respirazione sempre, non solo quando pratichi i vari asana. Questo ti permetterà di avere un apporto di ossigeno maggiore, calmarti quando sarai sotto tensione e focalizzarti su ciò che stai facendo.
La pratica della concentrazione sul respiro è molto potente. Prestando attenzione al respiro, potrai raggiungere anche il vuoto mentale, che non è altro che la condizione naturale della mente, così come il riposo è la condizione naturale del corpo. Se ti trovi in assenza di pensieri, riesci ad eliminare la tensione mentale. Non ricercare però questa condizone in maniera ossessiva. Questo rischierebbe il suo effetto opposto, ovvero generare tensione.
La condizione di assenza di pensieri non può essere mantenuta in maniera costante, oltre che impossibile da attuare. Il pensiero involontario infatti si forma automaticamente. Oltretutto sarebbe controproducente vivere senza pensieri, come faremmo a risolvere i problemi pratici?
“Ma quindi quando dobbiamo pensare?” ti starai chiedendo.
I pensieri non vanno usati inutilmente, ma solo quando servono davvero, quando sono utili al nostro benessere, ovvero per risolvere problemi. Molte volte questo obiettivo naturale viene perso.
Cerca di prestare attenzione al tuo respiro più volte nell’arco della giornata. È molto facile: non serve un orario determinato o un luogo particolare, si può praticare in qualunque momento ed in qualunque situazione. È sufficiente attuare respiri profondi (almeno 6 o 8) e poi calmare il respiro.
Non è importante mantenere più a lungo possibile una posizione di calma interiore, meglio brevi sessioni ma con frequenza.
- Cerca di farlo per almeno una settimana. Puoi praticarlo ovunque. La durata la decidi tu.
- Osserva con distacco i pensieri e le emozioni che ti si presentano.
- Renditi consapevole che i tuoi pensieri sono prodotti dal tuo inconscio, quindi da te stesso.
Questo ultimo concetto è davvero importante. Pensate ai Mantra. Un Mantra è una parola o una frase ripetuta con contiunuità. La preghiera ad esempio è un Mantra. Perchè è importante? Perchè ha un’influenza a livello inconscio e registra dentro di noi una suggestione che produce automaticamente un pensiero, un’enmozione e quindi un comportamento. In qualche modo tramite i pensieri che la tua mente produce, vieni trasformato. In questo modo puoi impedire anche che vengano creati pensieri negativi.
Ma com’è possibile?
Perchè ti renderai conto che sei tu stesso a controllare i pensieri in quel momento.
Beh cosa aspetti?! Non ti sembrano motivazioni valide per iniziare?